Federico Aprile

Federico nasce a Suzzara nel 1989.

L’uomo onesto intraprende – una volta riconosciuto – il percorso che propone nell’opera e in ogni tela rappresenterà l’ostacolo che non gli ha concesso di proseguire; ma ostacolo non sta a significare “ incapacità”, casomai rappresenta l’attimo in cui l’artista tenterà il superamento di quel limite.La rappresentazione è costantemente sul ciglio di un dirupo perché così è anche la nostra percezione.Sono contrario alle opere che “funzionano” e che costantemente hanno in sé un’apertura ed una chiusura. Nella mia pittura esiste solamente la parola “sfondamento” e “collasso”; inoltre l’atto del mio dipingere continua incessantemente contro ciò che voglio dipingere; tento costantemente di attraversare quel “muro di ferro invisibile che sta dietro alla rappresentazione” come lo descrisse Artaud. Nella parte più intensa del mio lavoro, pratico tutto fuorchè barattare una forza con una forma. Il dipinto, per quanto mi riguarda, non è terminato prima che emerga il punto di rottura, di collasso totale all’interno della rappresentazione iniziale; questo collasso mi da il respiro per cercare successivamente una nuova rappresentazione, su di una nuova tela, qualcosa di unico! Anche l costo che sia l’ultimo sforzo. Il referente reale spesso è un luogo del mio vissuto, rubato e rappresentato; successivamente mi concentro solamente nel perdere – figurativamente – quel luogo, per ritrovarlo in seguito pregno di un grado di fertilità in più. Cosa che può concederti solo la pittura.

Federico Aprile