Azra Huskich

Azra Huskich nata a Zagabria (Croazia) ,08.10.1970. L’adolescenza la trascorre tra gli studi ed attività agonistica di Tae-kwon-do , ottenendo ottimi resultati (cintura nera 1°DAN e 2 volte campionessa nazionale). Non ancora 20-enne si trasferisce in Italia ed inizia occuparsi di calligrafia , ha studiato la calligrafia con il Prof.U. Fenocchio presso la Nuova Accademia delle Belle Arti e con alcuni dei più importanti maestri calligrafi contemporanei, tra cui Michael Sull ex calligrafo della Casa Bianca. Ha seguito corsi sia all’estero che in Italia, continuando tutt’oggi a condurre ricerche personali sulle scritture storiche e sulle tecniche pittoriche medioevali delle miniature. E’ ad oggi presidentessa di “Associazione Arti Calligrafiche” dove insegna come volontaria. Sempre più affascinata dai colori e dalla espressione artistica,si avvicina alla pittura e nel 2005 inventa una nuova tecnica , che successivamente chiamerà TUBISMO. Il Tubismo è una tecnica pittorica di materia che consiste nel uso del colore direttamente dal tubetto formando le diverse forme a punta ravvicinate , per poi comporre diversi disegni. Negli anni successivi l’artista perfeziona il TUBISMO , arrivando a creare le sue prime opere d'arte. La sua creatività è in continua crescita ed è sempre più apprezzata . Ancora oggi, dopo animosi dibattiti ed eroiche tensioni concentrati soprattutto negli anni ’50 e ’60, molti artisti non solo italiani utilizzano solo ed esclusivamente la materia per caratterizzare le loro opere. Preme loro non tanto riprendere questioni ormai sorpassate o scovare una nuova tecnica per forza originale in tanto bailamme ma semplicemente esprimere il proprio mondo interiore senza costrizioni o infingimenti. In alcuni casi – retaggio espressionistico suggellato poi dal trionfo in parte di “Art Brut” e “Cobra” ma soprattutto dell’“Arte Povera” – artisti come Azra Huskich, prelevano addirittura il puro colore direttamente dal tubetto configurando così, senza mediazioni pratiche o gravose manipolazioni teoriche, un gesto pre-linguistico e pre-tecnico di valore assoluto. Da anni la pittrice Huskich nella sua originale proposta artistica – composizioni ad olio su tavola costituite da accostamenti seriali di grumi di colore usciti direttamente dal contenitore quindi tondeggianti e filamentosi – punta a destrutturare e ricomporre i soggetti secondo una consolidata cifra stilistica. Al contempo non rinuncia ad attualità ed estemporaneità che sempre caratterizzano gli artisti legati al periodo in cui vivono e che cercano, tra mille difficoltà e tra le immancabili incomprensioni di pubblico e critica, di cogliere innanzitutto le suggestioni dell’attimo fuggente ma anche del contesto di riferimento. Il particolare medium espressivo – nato non per casualità ma frutto di una lunga sperimentazione, di una rigorosa ricerca della semplificazione - rivela invero padronanza della tradizione per quanto riguarda soprattutto materiali e supporto. Ma anche per l’iconografia di fondo nel desiderio di interpretare i soggetti tipici di certo background storico e culturale secondo istanze moderne, non necessariamente problematiche, soltanto innovative nel senso però di un arricchimento visivo ma anche intellettivo. Infatti frammentazione e disgregazione del contenuto sono solo apparenza permanendo in ogni sua composizione l’essenza formale e figurativa anche se intimamente scomposta memore quasi del glorioso ‘pointillisme’ francese di fine ‘800. Ma tutto adesso viene riferito - anche se embrionalmente - alla tridimensionalità, proiettato cioè verso lo spazio quasi a recuperare una o più valenze organiche o naturalistiche. Huskich riesce però a tenersi equidistante sia dai ‘capricci’ di recente sempre più condannati da Vittorio Sgarbi sia dalle generiche sperimentazioni su cui ha, per esempio, ironizzato Francesco Bonami nel volume “Lo potevo fare anch’io”. Il suo approccio denota una volontà di emancipare la creazione e più ancora l’estetica - la pura estetica dell’opera - da qualsiasi condizionamento filosofico o psicologico o di altra disciplina permettendo così all’ispirazione di emergere limpida, propagarsi direttamente per raggiungere immediatamente il fruitore finale. La storia dell’arte futura o qualche critico più o meno sensibile a queste interessanti novità dirà se le intuizioni e la produzione di Huskich avranno successo o se, viceversa, saranno divertissement o erudizione. Azra - dimostrando fra l’altro molto intuito - ha definito la sua tecnica “Tubismo”, un neologismo senza dubbio azzeccato, chiaro nella finalità e nel messaggio, che potrebbe diventare più di una sperimentazione ed essere codificato come sistema. (Fabio Bianchi ) Mostra alla Galleria Spadarina di Piacenza 2010 Mostra Personale "Villa San Bono" Ponte dell'Olio 2010 Mostra Collettiva alla Galleria Spadarina di Piacenza 2010 Premio della Critica Concorso Nazionale Spadarina 2010 1°Biennale Internazionale di Lecce 2010 Fiera di Carrara Giorni d'Arte 2011 Mostra personale Present Contemporary Art a Firenze 2012 Mostra collettiva a Parigi “Gran Palais-Salon des Artistes Independants” 2012 Mostra collettiva “Art Meeting” a Shangai 2013 Mostra personale “Tubism Art” in Atelier Gallery Tamara Guastalla 2019